lunedì 13 febbraio 2012

ASSENZE...

Chiedi perdono per la lunga, lunghissima assenza. Sono stati giorni, settimane e mesi piuttosto impegnativi. Eri impegnata in un progetto importante... che ora finalmente sta prendendo forma. Per chinuque volesse saperne  di più, può dare una sbirciatina qui.
D'ora in poi tornerai con la tua solita loquacia... o logorrea?????;-)

sabato 5 novembre 2011

Di scarpette, topoline danzanti e prove mancate...

Mom: Corri amore, che facciamo tardi alla prova di danza!
Despota: ma perché non ho il body e le scarpette?
Mom: perché ancora non abbiamo deciso se DAVVERO vuoi fare danza. Le compreremo dopo.
Despota: non è giusto, avranno tutte le scarpette e io no. Non vale!
Mom: ma no, vedrai che non ce l'hanno tutte. E se anche ce l'hanno non fa niente.
Despota: e invece fa, eccome.
Mom: ma è solo per stavolta, se poi decidi che ti piace la danza, mamma te le compra subito.
Despota: promesso?
Mom: promesso.
Despota: certo che come faccio a ballare senza scarpette? Angelina ballerina porta SEMPRE le scarpette da danza.
Mom: ma che c'entra? Quello è un cartone. Angelina non si leva le scarpette neanche per andare a dormire! Non conta.
Despota: come non conta? Angelina ballerina è una ballerina bravissima, super, fantastica e PORTA LE SCARPETTE!!!
Mom: Angelina ballerina è UN TOPO. E questo già la dice lunga.
Despota: Sei veramente CATTIVA. UFFA. E comunque... dove la facciamo 'sta prova?
Mom: “'sta prova” la facciamo alla palestra della scuola. Me lo hai chiesto tu ricordi? Pensavo ci tenessimi. Ho incastrato tutto al millesimo di secondo per riuscire a portarti qui oggi.
Despota: Cosa ti si è incastrato?
Mom: Niente dai. Eccoci eccoci, sono già dentro. Vedi? Non ce l'ha nessuno il body. E neanche le scarpette...
Uomo tuta-vestito: SIGNORAAAAA!! È QUI PER LA PROVA?
Mom: sì. (perché urla così?)
Uomo tuta-vestito: La faccia entrare, si sbrighi hanno già iniziato!
Mom: ah sì, ok. Corri amore, hanno iniziato. Buon divertimento.Vedrai ti piacerà danza!
Despota: sì vado, però poi me le compri le scarpette?
Mom: certo amore mio, vai.
Despota: sì ciao.
Mom: scusi, signore... ma perché l'insegnante ora sta prendendo delle palle?????????
Signore tuta-vestito: come perché? A pallavolo si gioca con la palla, no?
Mom: ha detto pallavolo?
Uomo tuta- vestito: sì, il mercoledì c'è pallavolo. Non era qui per la prova di pallavolo?
Mom: ehmmm...non esattamente.
Uomo tuta-vestito: Beh, comunque sua figlia si sta divertendo, guardi là. Secondo me le piace.
Mom: sì, effettivamente sembra proprio che le piaccia. Ma... posso farle una domanda?
Uomo tuta-vestito: dica
Mom: c'è qualche vaga possibibilità che mia figlia possa indossare delle scarpette da danza per fare pallavolo?
Uomo tuta-vestito: direi proprio di no.
Mom: allora è sicuro. NON LE PIACE. 



martedì 11 ottobre 2011

DIALOGHI DELL'ASSURDO

Piccola Despota: MAMMA VIENIII!!
Mom:  Un attimo... che succede?
Piccola Despota: ti devo dire una cosa...CORRIIII!!!!!!!!
Mom: Ma che c'è? Che succede? Dimmi dai, che di là si brucia tutto.
Piccola Despota: Devo dirti una cosa MOLTO importante.
Mom: Ok, dimmi.
Piccola Despota: Finalmente ho deciso.
Mom: Deciso cosa?
Piccola Despota: Deciso cosa voglio fare da grande.
Mom: Veramente pensavo che avessi già deciso la scorsa settimana... avevi detto la dottoressa, giusto?
Piccola Despota: No, no. Ci ho ripensato.
Mom: Allora la bagnina, come due settimane fa?
Piccola Despota: Ma no. TI HO DETTO CHE CI HO RIPENSATO.
Mom: Ok, ok, allora, dimmi, cos'è che vuoi fare stavolta?
Piccola Despota: No stavolta. Questa volta è vero. Ho deciso. Sono sicura.
Mom: Wow, quanta determinazione! Ne avessi io la metà e saremmo a posto!
Piccola Despota: Come???
Mom: Niente, niente. Allora cos'è che vuoi fare da grande?
Piccola Despota: Da grande farò La Supplente.
Mom: Ah, intendi la maestra?
Piccola Despota: No, no, proprio La Supplente.
Mom: ma sì. hai ragione...meglio abituarsi da subito al precariato....

martedì 27 settembre 2011

Moms@work

Donne e lavoro: perché è così complicato? Per non dire mamme e lavoro. Non fai che chiedertelo, e continui a rimuginare, cercando inutilmente di capire cos'è che non va. Perché, ti domandi, una donna, una mamma nella fattispecie, deve inesorabilmente trovarsi di fronte a quel malefico bivio: famiglia o lavoro? Oppure deve ritrovarsi invischiata nell'affannoso tentativo di inseguire il mito del nostro secolo: la donna perfetta che riesce a fare (naturalmente in modo impeccabile) tutto. Cosa sarà mai a spingerci a correrre affannosamente dietro a quell'assurdo modello? Forse tutte le aspettative che ci sono cadute addosso negli ultimi decenni. Quel diritto alla parità che troppo spesso sembra diventato un dovere. O le ansie delle nostre mamme, che ci hanno caricato di questo ingrato compito: realizzare i loro sogni, le loro smanie di indipendenza, autonomia, libertà. Perché “una volta non si poteva, ma adesso... Adesso a tuo marito puoi pure mettergli in tavola un cibo surgelato per cena”. Certo che potresti, ma se, semplicemente, non volessi? Perché deve essere così difficile scegliere liberamente ciò che si desidera per se stesse, per i propri figli, per la propria famiglia? Perché, qualunque scelta si decida di fare si finisce sempre, inevitabilmente per sentirsi delle “donne a metà”?

lunedì 12 settembre 2011

IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA NON SI SCORDA MAI

Succede che ti svegli una mattina e ti ritrovi ad infilare un grembiulino fresco di ferro da stiro a tua figlia. Quella che appena nata pesava a malapena tre chili ed aveva un cespuglio di capelli neri in testa che non volevano saperne di stare composti. Ecco, proprio lei, quella stessa bambina, adesso pesa 20 chili e ti osserva con sguardo interrogativo con i suoi due codini per la prima volta esattamemte simmetrici ed uno zaino veramente spropositato sulle spalle. Ci sembra caduta dentro, a quel grembiulino candido, e in quegli occhi riesci a riconoscere l'emozione, l'adrenalina e il terrore puro che accompagnarono anche te, quel primo giorno di elementari di tanti, tanti, anni fa.